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Intimidazione a socio cooperativa “Terre di Puglia”

Di Norma Ferrara il . Puglia

Terra di Puglia, Mesagne, provincia di Brindisi. Qui continuano ad accadere fatti che non si possono più sottovalutare. A distanza di un anno  dalla nascita della Cooperativa Libera Terra che lavora sui beni confiscati alla Sacra corona unita i suoi soci sono ancora oggetto di “attenzioni” da parte dei boss locali.

Il loro lavoro alle mafie da fastidio ed è un problema, è evidente. L’ultimo avvertimento in ordine di tempo è giunto la notte fra venerdì e sabato scorso. Un socio della cooperativa ha trovato sulla sua auto, la cui serratura è stata forzata, un bigliettino dal significato inequivocabile e, in gergo mafioso, invita a “non dare fastidio” perché tanto “sappiamo chi siete e dove siete”. 

L’intimidazione giunge nel giorno del primo compleanno di “Terre di Puglia” fondata proprio il 31 gennaio del 2008, cooperativa del progetto Libera Terra promosso dall’Associazione Libera e che opera su buona parte della  provincia di Brindisi, da Torchiarolo a San Pietro Vernotico, da San Pancrazio Salentino a Mesagne. Cittadine «calde», alcune delle quali nel pieno della ripresa di un’attività criminale di «rilievo» come la definiscono gli inquirenti negli ultimi tempi.  «Avevamo notato strani appostamenti, insoliti, sospetti, che  avevano fatto presagire che qualcosa sarebbe successo – dichiara il presidente della Cooperativa Alessandro Leo – abbiamo segnalato questi episodi al Prefetto già due settimane fa. Poi l’altro ieri il ritrovamento del biglietto intimidatorio». Da un po’ di tempo – commenta Leo – lo diciamo (e non solo noi): l’attività mafiosa sul territorio è in forte ripresa.

Il luogo comune che vede le mafie pugliesi in una fase di stallo o secondo alcuni, ormai ridotta a singoli episodi di microcriminalità, è appunto solo un luogo comune.  Ma i risultati di questa sottovalutazione, anche politica, non tardano arrivare nei confronti di chi resta a lavorare in zone difficili e  su quelle terre prova a innescare percorsi regolari di legalità ed economia pulita. Lo dimostrano le operazioni della Dda in questo anno, lo confermano purtroppo anche alcuni episodi plateali (come l’omicidio di un uomo a Cerignola, in pieno stile mafioso, come non accadeva da anni) e una lunga scia di fatti criminali avvenuti proprio a Mesagne negli ultimi mesi (dagli attentati all’antiracket locale, sino all’incendio proprio ai vigneti della Coop. di Mesagne)

Le mafie pugliesi –  ormai lo denunciano in molti, sono tornate a muoversi attraverso una sorta di strategia del “disordine”: creare confusione per celare i movimenti più importanti, quelli che oggi le hanno consentito di fare il salto di qualità, al pari di altre mafie italiane e straniere, infiltrandosi nel sistema economico e cercando collegamenti con la politica.

Sul percorso intrapreso in Puglia e sui fatti accaduti Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie commenta: «Il nostro impegno continua grazie al raggiungimento dei tanti risultati concreti come creazione di lavoro vero, l’attenzione alle fasce deboli e svantaggiate (disagi fisici e sociali – ex detenuti, ex tossicodipendenti, detenuti in misura alternativa – coinvolti nei lavori agricoli), il coinvolgimento della comunità pugliese (cittadini, studenti, associazioni) e delle istituzioni sui temi della democrazia e della responsabilità, l’apertura verso il territorio, con il coinvolgimento di 600 volontari provenienti da tutt’Italia che nel 2008 sono stati impegnati nei campi di volontariato estivo». 

«Un impegno silenzioso e continuo – conclude Ufficio di Presidenza di Libera- che ha visto i suoi frutti dando dignità e giustizia per quelle terre, abbandonate per anni, oggi produttive e testimoniate dai tarallini, friselline, pomodori secchi e passata e la realizzazione di 88mila bottiglie di vino-biologico previste per il 2009».

Questa per le cooperative nate sui beni confiscati alle mafie-  di fronte all’attacco continuo e costante di boss e clan sul territorio –  resta ad oggi l’unica risposta possibile ed efficace.

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