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Nuovo dizionario di mafia e antimafia

Di redazione il . Progetti e iniziative

Il
tentativo di scrivere una storia della mafia e dell’antimafia
attraverso parole chiave, scontando le semplificazioni e le omissioni
che l’operazione, inevitabilmente, comporta, può, a prima vista,
apparire ingenuo o velleitario. C’è, invece, alla sua base, una ragione
semplice quanto essenziale. Nella crisi che caratterizza questo primo
scorcio di secolo una parte importante hanno le parole, la loro perdita
di significato, il loro uso improprio e distorto. Termini come riforme,
libertà, democrazia, legalità sono quotidianamente utilizzati
per designare concetti diversi da quelli che li hanno connotati nei
secoli, così contribuendo a cambiare la cultura e, indirettamente, le
regole della convivenza. Ciò è particolarmente evidente con riferimento
a fenomeni come le mafie. Anni di stragi e di mobilitazione civile
hanno reso poco presentabile l’affermazione esplicita che «la mafia non
esiste»: assai più agevole (e redditizia) è la vulgata secondo cui essa
è un fenomeno arcaico e non necessariamente violento, solo
occasionalmente intrecciato con la politica e con l’economia, ormai
sotto controllo da parte dello Stato, in ogni caso costituente una
presenza fastidiosa ma marginale con cui è necessario (e possibile)
convivere. Si ripropongono così – appena un po’ aggiornati –
orientamenti interpretativi classici sulla associazione mafiosa come
aggregazione di persone finalizzata alla reciproca assistenza e fondata
su pratiche arcaiche e curiose: riunirsi in cantine, praticare un
giuramento di fedeltà (non si sa bene a cosa) e bruciare santini o
pungersi con un ago, o con uno spillo, o con una spina di arancia. E,
parallelamente, il controllo mafioso sull’economia viene di fatto
valorizzato come fattore di ordine e di stabilità, inidoneo a provocare
allarmi. Contro questa deriva nasce il Dizionario: per offrire anche ai
più giovani (a partire dalla scuola) strumenti di analisi adeguati alla
realtà di un fenomeno criminale che – continuiamo ad esserne convinti –
ha inquinato e inquina la democrazia e la libertà di tutti.

  • Gli Autori

Felia Allum – Giuseppe
Bascietto – Stefano Becucci Giuseppe Casarrubea – Gian Carlo Caselli
– Augusto Cavadi – Silvio Ciappi – Enzo Ciconte – Vincenzo Consolo –
Alessandra Dino – Maurizio Fiasco – Lorenzo Frigerio – Tano Grasso –
Antonio Ingroia – Alison Jamieson – Antonio La Spina – Alain Labrusse
– Michele Marangi – Antonio Maruccia – Monica Massari – Giovanna Montanaro
– Paola Monzini – Marco Nebiolo – Gaetano Nicosia – Salvatore Palidda
– Ercole Giap Parini – Dino Paternostro – Livio Pepino – Pierpaolo Romani
– Vincenzo Ruggiero – Federica Sacco – Isaia Sales – Roberto Scarpinato
– Rocco Sciarrone – Cino Troiano – Federico Varese

  • Per informazioni
Redazione Narcomafie, corso Trapani, 91

10141 Torino


tel.: 011/3841074, 3841082, 3841084, 3841044


redazione@narcomafie.it


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