Agenzia DIRE, quarto giorno di sciopero in un mese: la solidarietà dell’Ordine dei Giornalisti
Nota del Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine
“Ai lavoratori dell’Agenzia DIRE, da due mesi senza stipendio, va tutta la solidarietà dell’Ordine dei giornalisti, è inaccettabile che colleghe e colleghi di una delle principali agenzia stampa nazionali d’Italia restino ancora senza stipendio e in una situazione di grande incertezza. A tutti gli editori ricordiamo che solo la qualità del lavoro giornalistico, il giusto compenso per redattori e collaboratori e la solidità di piani editoriali che guardino in avanti, possono garantire una prospettiva a quel bene prezioso per tutti i cittadini che è l’informazione professionale.”
Il fatto: la nota dell’assemblea dei redattori e del cdr
Giornalisti ‘Dire’: oggi quarto sciopero in un mese, Editore sblocchi stipendi, dipartimento acceleri. L’Assemblea dei redattori e il Cdr dell’agenzia Dire proclamano un’altra giornata di sciopero per oggi, martedì 25 marzo.
Dopo due mesi senza stipendi, che significa nessuna retribuzione nel 2025, le giornaliste e i giornalisti decidono di proseguire la mobilitazione per chiedere ancora una volta all’azienda e all’editore di corrispondere il dovuto. Non avendo ricevuto alcuna rassicurazione dalla proprietà nella giornata di ieri, l’Assemblea non può che fermarsi di nuovo per sottolineare e comunicare la propria amarezza nel vedere ulteriormente calpestata la dignità di professioniste e professionisti che, nonostante tutto, continuano ad assicurare il servizio.
Si tratta della quarta giornata di sciopero nel mese di marzo, che pesa su tutti e tutte noi, ma che si rende necessaria a fronte di uno ‘sciopero’ degli stipendi che l’editore ha iniziato nel 2025.
A quanto si apprende, il Dipartimento per l’Editoria si sarebbe impegnato a sbloccare i fondi relativi all’ultimo trimestre 2024 e al primo bimestre del 2025, non appena completati alcuni ulteriori passaggi tecnici. Nel frattempo, però, l’azienda non procede al riconoscimento delle retribuzioni arretrate.
Ricordiamo che ci sono oltre 80 famiglie che vivono da più di due mesi in una condizione di pesante incertezza sul presente e sul futuro.
Consapevole che le vicende che mettono in difficoltà l’azienda siano in parte ereditate dalla passata gestione e consci degli sforzi messi in atto dall’editore attuale, il corpo redazionale con forza chiede che siano pagati per intero i due stipendi mancanti, che arrivano a quasi tre nel caso degli ex sospesi di gennaio 2024, e si appella al Dipartimento affinché acceleri le procedure di sblocco dei fondi. Per questo, viene proclamata per oggi la prima giornata di sciopero di un pacchetto di cinque che l’Assemblea ha affidato al Cdr lo scorso 22 marzo.
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