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Rai. Molto peggio della vecchia lottizzazione

Loris Mazzetti il . Costituzione, Diritti, Economia, Informazione, Istituzioni, Lavoro, Politica

Abbiamo lottato per anni contro la lottizzazione, ma quello che sta accadendo in Rai è molto peggio, si è arrivati al punto di rimpiange quel periodo di spartizione di poltrone tra i partiti. L’opposizione e le minoranze allora contavano.  Neanche con lo sbarco nella politica di Sua Emittenza Berlusconi, almeno all’inizio, si era arrivati a tanto, Tg3 e Rai3 rappresentavano la società progressista, Rai3 era diventata la terza rete negli ascolti dopo Rai1 e Canale 5.

Siamo alla vigilia di un consiglio di amministrazione dove la maggioranza, almeno dalle anticipazioni, si impossesserà definitivamente di tutte le poltrone, di tutte quelle che contano, lasciando briciole alle opposizioni, dove la capacità professionale è messa in secondo piano e direttori di tg sfiduciati dalla redazione continuano imperterriti nella carriera. Se siamo arrivati a questo punto lo si deve all’editto bulgaro contro Biagi, Luttazzi, Santoro e le loro redazioni, poi alle tante censure che sono arrivate negli anni seguenti.

Qui la responsabilità non è solo del centro-destra, negli anni di governo del centro-sinistra non è mai stata cambiata, ad esempio, la legge Gasparri, la più ad personam delle leggi berlusconiane, addirittura con Renzi al Governo è riuscito a peggiorarla cambiando la governance della Rai.

Un po’ alla volta dai telegiornali sparisce prima l’inchiesta, poi l’editoriale e l’approfondimento è affidato a conduttori graditi al potente di turno.

Nella società il pensiero unico diventa sempre più dominante e l’opinione pubblica conta sempre meno, ricordando molto un tempo lontano pensato sconfitto dall’antifascismo, invece solo dormiente e pronto a riproporsi nelle piazze al passo dell’oca con il saluto romano e addirittura personaggi dal passato fascista oggi ricoprono incarichi istituzionali.

L’ultimo rapporto di Civil Liberties Union For Europe denuncia che “la regressione democratica dell’Europa si è aggravata” e l’Italia è stata inserita nella lista dei cinque paesi definiti “smantellatori dello Stato di diritto”, insieme a Bulgaria, Croazia, Romania e Slovacchia. L’analisi tiene conto di diversi fattori, tra questi: Sistema giudiziario, Anticorruzione, Libertà dei media e della stampa, Equilibri istituzionali e stato della democrazia.

Il rapporto dimostra che la tendenza autoritaria è molto vicina. Dominare il servizio pubblico è importante perché garantisce il consenso, ecco perché è fondamentale avere donne e uomini di fede sedute nelle poltrone che contano. L’8 agosto è il termine ultimo per presentare, come ci chiede l’Europa con European Media Freedom Act, la riforma dei media che rappresentano il servizio pubblico che da quella data dovrà risultare indipendente dai partiti in tutti i livelli: proprietà, consiglio di amministrazione, nomine dirigenziali, ecc.

A questo proposito cosa sta facendo il Governo? Nulla, con le nomine annunciate si sta comportando esattamente all’opposto. Il servizio pubblico si sta arroccando sempre più a difesa della “regina” e del suo partito, con l’obiettivo di arrivare alle prossime elezioni, mancano poco più di due anni, l’Europa ha ben altri problemi a cui pensare.

Fonte: Articolo 21

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