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Lecco, Fiore intitolata a Marcella Di Levrano

Marcello Villani * il . Cultura, Diritti, Giovani, Lombardia, Mafie, Memoria

Oggi è stata intitolata la pizzeria “antimafia” Fiore a Marcella Di Levrano. Questa mattina alle 11 è stata apposta la targa di dedicazione del bene, la ex pizzeria Wall Street, sequestrato alla “Locale”, ovvero alla associazione di stampo mafioso calabrese radicata in città.

Il bene è stato dedicato a Marcella Di Levrano, collaboratrice di giustizia uccisa, a soli 26 anni, nel 1990 dalla Sacra Corona Unita, prima che potesse testimoniare sul mondo legato alla droga in ambito Scu. Fu rapita e uccisa 34 anni fa, il 5 aprile 1990, nel bosco di Lucci, tra Brindisi e Mesagne. Una morte rimasta senza colpevoli e senza mandanti, ma naturalmente nata nell’ambito della Sacra Corona Unita dalla quale Marcella Di Levrano si era affrancata a costo di grandissimi sacrifici personali per redimersi dalla droga e poi di grandissimo coraggio per staccarsi dai suoi legami con quella organizzazione criminale pugliese ancora così forte.

La dedicazione della pizzeria Fiore, ex Wall Street, è sicuramente testimonianza di quella volontà di libertà, dal mondo degli stupefacenti e dal mondo della criminalità, che Marcella, appena 26enne avrebbe meritato.

“L’intitolazione – spiega Simona Piazza, vicesindaco di Lecco – nasce per la volontà dell’associazione temporanea di scopo formata da Auser, Cooperativa Olinda e Arci, di arrivare all’ultimo step del progetto. Ovvero intitolare a una figura particolare, a una giovane vittima di mafia, il bene confiscato. Il tutto a qualche anno dall’apertura avvenuta ormai nel 2017. Era uno step importante e definitivo del progetto che siamo contenti di poter fare proprio in questa occasione”.

A presenziare all’intitolazione la madre di Marcella Di Levrano, Marisa Fiorani. Una presenza che ha commosso i giovani dell’Enaip, della media Stoppani, delle scuole medie di Oggiono, presenti all’evento. E naturalmente Alberto Bonacina, presidente di Libera, oltre a tutte le istituzioni intervenute. Marisa Fiorani ha voluto ricordare il coordinatore di Libera Paolo Cereda, scomparso qualche anno fa, come quello che l’ha accolta e compresa. E la targa è stata consegnata a Marisa proprio dal figlio di Paolo Cereda, Luca, oltre che dalla moglie Antonia.

Alla memoria di Marcella oggi sono intitolati tre presidi di Libera, l’associazione antimafia che tanto ha contribuito alla nascita di “Fiore”: il presidio universitario di Gorizia, il presidio di Pavia e il presidio di Aosta. La “Cooperativa Sociale Terre di Puglia – Libera Terra” le ha dedicato un vino, le cui uve vengono coltivate su terreni confiscati a mafiosi appartenenti alla Sacra Corona Unita e un bene confiscato a Seriate (BG).

* Lecco FM

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