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La politica non è la nostra specialità. La mafia, e l’antimafia, invece sì

Riccardo Orioles il . Cultura, Diritti, Informazione, Istituzioni, Politica, Società

Perché questa è la vera questione italiana, quella che ci divide da tutti gli altri i paesi. Noi abbiamo il coraggio di ammetterlo. E combattiamo

Non c’intendiamo molto di grande politica e d’altronde non è compito nostro dirvi per chi votare. Siete tenuti soltanto, essendo cittadini italiani, a non votare per i fascisti e non votare per i mafiosi. Per tutto il resto, siete adulti e vaccinati, fate voi. Qua non scegliamo partiti, scegliamo lotte.

Di mafia, viceversa, ce ne intendiamo abbastanza, e anzi probabilmente più di tanti. Intanto, sappiamo che la mafia esiste, cosa che oggi è un po’ dimenticata. Sappiamo che non è una semplice banda di banditi ma una cosa potente, che comanda moltissimo ed è la principale disgrazia di questo paese. Influenza circa un quarto della politica, metà dell’economia, gran parte delle imprese, un po’ di editoria, le grandi città del sud e ormai spesso anche del nord. Giuseppe Fava lo diceva quarant’anni fa.

L’antimafia, per essere antimafia e non chiacchiera, dev’essere antimafia sociale. La mafia è un padrone armato, la mafia deruba i poveri e ingrassa i ricchi. La mafia – l’economia mafiosa, il denaro mafioso, il potere mafioso – è il massimo e il più radicato male d’Italia. La mafia – insieme col fascismo, che periodicamente torna a galla – è la caratteristica propria dell’Italia, e solo principalmente dell’Italia fra tutti i paesi europei. Per questo non riusciamo mai a essere veramente occidentali, con tutta la nostra creatività e intelligenza ma con questa tremenda zavorra che ci affoga.

Per questo, da quasi quarant’anni, con tutte le nostre varie e diverse idee politiche ma ferocemente uniti, lottiamo – ed è lotta sociale -. contro la mafia. Pippo Fava, Pio La Torre, dalla Chiesa,  Impastato, Scidà – i nostri capi sono questi e per loro “votiamo”, col nostro lavoro quotidiano, ogni giorno.

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Così, dal ventisei settembre comincia la nostra campagna elettorale, quella vera. Non abbiamo poltrone da prendere, abbiamo un popolo da risvegliare. Perchè la colpa non è “dei politici” ma di voi che dormite. Facile chiedervi un voto, giocando sui troppi dolori e sulla paura. Ma noi vi chiediamo invece di lottare e di esistere – infinitamente di più.

“Aboliamo la mafia una volta per tutte – dice il nostro “partito”, che non è un partito nè lo sarà – Tutte le mafie, ma prima le mafie alte. Quanto ci hanno rubato! Riprendiamoci tutto”.

I soldi dei mafiosi, a chi lavora!

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