Cologno Monzese (MI), nuovi insulti a Paolo Berizzi
Purtroppo non passa giorno che cronisti di valore vengano insultati e minacciati. Oggi tocca ancora a Paolo Berizzi che paga il suo lavoro d’inchiesta sui gruppi neofascisti e neonazisti che intossicano la vita democratica del nostro Paese. Libera Informazione è al suo fianco, rinnovandogli stima e vicinanza.
Paolo Berizzi di nuovo nel mirino dei gruppi neofascisti e neonazisti. Lo denuncia lo stesso giornalista di Repubblica pubblicando su Twitter la foto di una scritta comparsa a Cologno Monzese. ‘Berizzi maiale’, si legge su un muro della città già imbrattato dalla scritta ‘Fasci appesi’ cancellata per far posto all’invettiva contro il cronista.
«A Cologno Monzese i fascisti oggi mi hanno dato il buongiorno così. Sempre di notte. Sempre da vigliacchi. Non mi fate paura e non fermate il mio lavoro», commenta Berizzi.
A Cologno Monzese i fascisti oggi mi hanno dato il buongiorno così. Sempre di notte. Sempre da vigliacchi. Non mi fate paura e non fermate il mio lavoro.
Stasera #Genova e #Savona, domani #Bologna.#LEducazioneDiUnFascista pic.twitter.com/vKPfAGXW2c— Paolo Berizzi (@PBerizzi) October 14, 2020
Al suo fianco, come in occasione di ogni attacco, il sindacato dei giornalisti. «Segnaliamo all’Osservatorio cronisti le nuove minacce dei fascisti a Paolo Berizzi», annuncia, sempre su Twitter, il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti.
Segnaliamo a osservatorio cronisti nuove minacce dei fascisti a @pberizzi #colognomonzese @FnsiSocial @Artventuno @cverdelli @FedeAngeli @scrivosempre @paoloborrometi @AntonellaNapoli @s_corradino @paolomaggioni @andreapurgatori @Anpinazionale @italiantifa @vcuppi @maurobiani.
— Beppe Giulietti (@BeppeGiulietti) October 14, 2020
Intanto a Genova, dove il giornalista è atteso per la presentazione del libro ‘L’educazione di un fascista’, il movimento Azione Frontale firma dei manifesti che ritraggono Paolo Berizzi e la copertina del volume con la didascalia ‘Il complesso di chi odia!’.
A causa delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia per via del suo lavoro di inchiesta e di denuncia delle attività dei gruppi di estrema destra, in special modo nel Nord Italia, da mesi Berizzi è costretto a vivere sotto scorta.
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