NEWS

Die ‘ndrangheta in Deutschland

di Piero Innocenti il . Internazionale

La Germania continua a rappresentare, ancora oggi, una sorta di “regione-rifugio” per la criminalità organizzata italiana. La ‘ndrangheta, in particolare. Dopo la strage di Duisburg dell’agosto 2007, l’attenzione investigativa (e mediatica) si è andata progressivamente attenuando fino a rientrare, sei anni dopo, nei consueti livelli di “tollerabilità”. Non che la ‘ndrangheta sia tornata “invisibile come l’altra faccia della luna” (così la indicò, una trentina di anni fa, Julie Tingwall, magistrato dello Stato della Florida), ma certamente è lì, ben presente sul suolo tedesco, per continuare a prosperare silenziosamente, lasciandosi alle spalle i delitti “rumorosi” e le stragi, per concentrarsi sugli affari e sulla politica.

A leggere il corposo rapporto riservato (“Analyse zu der prasenz der ‘ndrangheta in Deutschland”) della BKA (Bundeskriminalamt, la polizia criminale tedesca), di quattro anni fa maaggiornato successivamente, c’è da restare sbalorditi sulla diffusione delle ‘ndrine e, soprattutto, sulpotere di controllo che esercitano sul territorio. E ciò, nonostante gli arresti di diversi esponenti ‘ndranghetisti, eseguiti, dal 1997 al 2012, sia in Germania che all’estero, con mandato europeo su richiesta della magistratura tedesca. I clan della mafia calabrese hanno la massima concentrazione (cfr. mappa allegata), nei quattro Lander del Baden-Wurtteberg, Baviera, Assia e Nordreno-Westfalia. Gli investigatori tedeschi, con la collaborazione degli italiani, hanno censito più di 120 elenchi di gruppi mafiosi che fanno capo ai Nirta-Strangio, ai Romeo-Pelle-Vottari, ai Grande Aracri, ai Farao, agli Imerti-Condello, ai Carelli. Su tutti, comunque, prevalgono gli esponenti del clan di San Luca, residenti in Germania (Romeo-Pelle-Vottari). Secondo testimonianze, negli ultimi anni, il clan Farao avrebbe avuto l’assenso della “casa madre” di San Luca per aprire “locali” all’estero.

Le attività prevalenti sono riconducibili al traffico di droghe, al riciclaggio di denaro con investimenti nei settori alberghiero e della gastronomia. Affari che, in realtà, vanno avanti da decenni, se si pensa che la ‘ndrangheta, sin dagli anni Ottanta, aveva strutture ben radicate in Germania, con affiliazioni che praticavano i classici rituali di iniziazione mafiosa. Ma nessuno se n’era accorto. Se si potesse dare un piccolo consiglio alla polizia tedesca, suggerirei di alzare il livello di “attenzione” nei quattro Lander citati per evitare, poi, di dover “scrostare” (operazione difficilissima, direi impossibile) la mafia calabrese, ormai integratasi come “sistema criminale”nelle amministrazioni pubbliche, nella politica locale, nella società civile. Italia docet, solo in questo, purtroppo.

 

 

Trackback dal tuo sito.

Premio Morrione

Premio Morrione Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.

leggi

LaViaLibera

logo Un nuovo progetto editoriale e un bimestrale di Libera e Gruppo Abele, LaViaLibera eredita l'esperienza del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.

Vai

Articolo 21

Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

Vai

I link