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Il prefetto Caruso: agenzia beni confiscati diventi Ente Pubblico

Fonte: Narcomafie.it il . Brevi

“Il primo passo per raggiungere gli obiettivi prefissati dovrebbe essere la trasformazione dell’agenzia in un vero e proprio ente pubblico economico”. E’ la posizione del prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’agenzia nazionale dei beni confiscati, espressa nel libro di Ina Modica, ‘Speranze nate libere‘, sulle cooperative che lavorano in Sicilia sui terreni sequestrati alla mafia. Il volume è stato presentato nella sala Gialla di Palazzo dei Normanni. ”Prevediamo in tempi brevi di aprire due nuove sedi a Bari e Catania – prosegue il prefetto – ma nell’ultima relazione l’agenzia ha segnalato l’assoluta inadeguatezza dell’organico.  Per essere totalmente operativi abbiamo bisogno almeno di 100 unità, con la precisazione che l’ampliamento della pianta organica deve essere necessariamente accompagnato dalla trasformazione dell’agenzia nazionale in ente pubblico economico, che consentirebbe di assumere personale qualificato da dedicare in via esclusiva alla gestione operativa”.

 

Interpellato sull’ipotesi di alimentare l’agenzia grazie a fondi propri ricavati dalla vendita dei beni confiscati, il prefetto Caruso ha risposto: ”assolutamente no: l’85 per cento dei beni presentano criticità e non possono essere messi in vendita, la parte che può essere utilizzata è soltanto il 15% e se la mettiamo sul mercato non ci rimane più nulla da assegnare agli enti territoriali. Per questo – conclude il prefetto nel volume di Ina Modica – ho chiesto che venga cassata la legge nella parte in cui mi si consente di mettere a reddito i beni immobili, altrimenti non riuscirò nella mia missione che ha due obiettivi: mettere a reddito i beni da destinare al fondo unico giustizia e ridistribuirai ai territori oppressi dalla mafia”.

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