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Progetto salvagente: difesa popolare non violenta e web 2.0

Di Simone Bauducco il . Internazionale

Difesa popolare non violenta e web 2.0. Due ingredienti che sono alla base del progetto Salvagente (www.salvagente.acmos.net) portato avanti da Libera Piemonte, Acmos e il Performing Media Lab. “Salvagente è prima di tutto un network di persone che, per le loro scelte, vivono in condizioni di estremo rischio di incolumità, nonchè di precarietà quotidiana – spiega Andrea Zummo, responsabile del progetto – Sono giornalisti in zona di guerra, testimoni di giustizia, operatori sociali e tanti altri ancora. Sono uomini e donne straordinari e comuni, con i quali abbiamo intessuto relazioni negli ultimi anni”.

Da Vittorio Arrigoni, inviato a Gaza a Pino Maniaci, direttore di TeleJato. Da Pino Masciari e Piera Aiello, testimoni di giustizia, a Giulio Cavalli, attore lombardo minacciato dalle mafie. “Siamo convinti che il modo migliore per proteggere questi amici a rischio sia quello di creare attorno e tra loro una rete sociale di visibilità e sostegno, nello stile della difesa popolare nonviolenta. L’idea è quella di raccontare, amplificare e diffonderne le storie, attraverso un uso sociale dei format di comunicazione interattiva, che stanno dando vita al cosiddetto web 2.0 e ad esperimenti di smart mob”. Ma le azioni di salvagente non si limitano alla rete e alla modalità “online”, ma diventano carne con i continui spostamenti fisici degli attivisti a fianco delle persone in difficoltà. “La scorsa settimana Pino Maniaci, direttore di TeleJato, ci ha chiesto una mano perché era in carenza di organico e il tg rischiava di non poter andare in onda. Così uno degli attivisti di Salvagente è partito alla volta di Partinico per stare vicino e Pino e per aiutarlo”.

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