Basilischi, siete un cancro
Siamo stanchi della volgare ripetitività delle vostre “trame”, della boriosa sfrontatezza dei vostri sguardi, dell’arroganza con la quale vi illudete di sottometterci, della rozza prepotenza del vostro agire, della spudorata indecenza di quei politici che prima vi camminano al fianco e poi ci sporcano le strade con le loro facce sorridenti. E siamo stanchi della vostra ottusa ostinazione nel delinquere, nonostante vi ritroviate periodicamente con le manette ai polsi.
E voi non siete stanchi? Non siete stanchi di aver fatto della vostra vita solo una breve parentesi tra un carcere e l’altro? Non siete stanchi di dover sempre dare conto al magistrato di turno? Non siete stanchi di nascondervi, di incontrarvi al buio, di vivere di sotterfugi, di tramare l’uno contro l’altro, di guardarvi sempre le spalle? Nella mafia cercate soldi e potere, ma le uniche cose certe che da essa potete avere sono carcere e morte: non è sufficiente questo perché una volta per tutte la facciate finita?
La “malavita” che per voi è un biglietto da visita, per noi gente di Basilicata – da Potenza a Policoro, da Melfi a Pignola – è solamente un cancro da estirpare. Voi Basilischi siete un cancro che non ci ha fatto mai paura, e oggi ancor meno.
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